Matrimoni e divorzi

Informazioni utili sui matrimoni mussulmani

Nonostante la popolazione del Golfo possa, per legge, sposarsi una volta raggiunta la pubertà, l'età media in cui si sposano gli arabi è di circa 20 anni.

Matrimoni e divorzi

Da sempre il matrimonio ideale è stato di tipo tribale: le famiglie combinavano le unioni tra i membri delle nuove generazioni così erano molto frequenti matrimoni tra cugini o persone unite da altri vincoli di parentela. Questo serviva ad aumentare la forza e l'importanza della tribù. In altri casi i matrimonio avvenivano tra membri di famiglie diverse, il che sanciva una sorta di alleanza tra i due clan. In entrambi i casi l'unione era considerata particolarmente sicura poiché si conoscevano i trascorsi del partner del proprio figlio e della sua famiglia.

Come succede in alcuni paesi latini o del mediterraneo, le giovani coppie si conoscono sotto lo sguardo vigile di un chaperon. Tuttavia, nei paesi più conservatori, al promesso sposo non è permesso vedere alcuna parte del corpo della sua compagna (compreso il volto) prima che si celebrino le nozze. L'unica fonte d'informazione riguardo l'aspetto fisico della sua partner sono amici o parenti.

I matrimoni arabi si costruiscono in tre fasi principali. Per prima cosa, il potenziale sposo parla con il padre della sposa a proposito della dote, che può consistere in gioielli, oro o vestiti, e che di solito ha un grosso valore. Una volta raggiunto un accordo a riguardo, arriva il momento di redigere il contratto matrimoniale vero e proprio. In questa fase le due parti vengono di solito assistite da un rappresentante legale o religioso. Alla futura moglie viene chiesto, in assenza del promesso sposo, se è consenziente e la stessa domanda viene posta all'uomo. Dopo aver sancito questa sorta di accordo, il futuro suocero prende le mani dello sposo tra le sue in presenza di due testimoni, in questa maniera l'unione viene resa ufficiale. Tuttavia, in questa fase non si può parlare ancora di “marito” e “moglie”, la coppia diventa ufficialmente sposata solo dopo la festa. I festeggiamenti prevedono che l'uomo e la donna stiano in due stanze diverse e poi, durante l'ultima notte di celebrazioni, i due finalmente s'incontrano, accompagnati dai rispettivi amici e parenti, prima di partire per la luna di miele. Al loro ritorno si stabiliscono, o presso la casa del padre dello sposo, entrando a far parte della sua famiglia allargata, o (come succede sempre più di frequente) vanno va vivere per conto loro.

La legge mussulmana (Sharia) prevede che l'uomo possa avere fino a quattro mogli a patto che sia in grado di mantenerle e che le tratti con equità. Oggigiorno la poligamia sta cadendo in disuso, non solo perché sempre meno uomini sono in grado di permetterselo, ma anche perché le donne stanno diventando sempre più indipendenti e e di conseguenza restie a condividere il proprio uomo con altre. Infatti, è oggi possibile inserire una clausola nel contratto matrimoniale che vieta all'uomo di sposare altre donne finché il contratto rimane valido. Inoltre le donne hanno la possibilità di mantenere il proprio cognome anche dopo il matrimonio. Nonostante nelle società arabe i ruoli di uomini e donne siano sempre stati molo chiaramente definiti, con l'uomo che provvedeva al mantenimento della famiglia e la donna che si occupava dei figli, sono sempre più numerosi i nuclei familiari in cui entrambi i coniugi lavorano. Solo in paesi come l'Arabia Saudita, dove alle donne è permesso di lavorare in pochi settori selezionati e considerati consoni (insegnamento o infermeria), questa tendenza è meno forte. Inoltre, in questo paese, molti uomini sono piuttosto restii a sposare donne medico che sono entrate in contatto con altri corpi maschili.

L'uomo può divorziare da sua moglie semplicemente pronunciando la frase “Voglio il divorzio” tre volte. Ha la possibilità di rescindere il divorzio se le affermazioni sono state fatte in un momento di rabbia, ma solo se la moglie è d'accordo (e solo per tre volte!). Dall'altra parte, anche se la moglie ha delle ottime ragioni per chiedere la separazione ufficiale dal coniuge (infedeltà , abusi o violenze) deve presentarsi presso un tribunale per far valere le sue ragioni. In caso di divorzio, il marito è obbligato a pagare gli alimenti per il mantenimento dei figli e della moglie, se non è in grado di farlo da sola e può richiedere la custodia dei figli se questi hanno raggiunto il decimo anno di età. Una donna divorziata di solito ritorna alla sua casa natale.

Mentre alle donne non è consentito sposare un non mussulmano ameno che non si converta all'Islam, agli uomini sì. Tuttavia non di rado vengono fatte pressioni sulle spose non mussulmane affinché si convertano escono altrettanto comuni i casi di donne che hanno sposato un arabo per poi scoprire solo in un secondo momento che la cultura e lo stile di vita arabi non facevano al caso loro. Importante: in questi casi, se la coppia si separa i figli vengono di solito affidati al padre.

Le coppie formate da due stranieri, hanno la possibilità di contrarre matrimonio nel Golfo, a patto che soddisfino i requisiti religiosi e civili del proprio paese d'origine. Di solito le cerimonie nuziali si tengono presso il consolato o l'ambasciata del paese d'origine. A volte è anche possibile celebrare matrimoni religiosi ma solo in quei paesi in cui sono presenti chiese o altri luoghi di preghiera non mussulmani. Questo, per esempio, non è il caso dell'Arabia Saudita. I casi di coppie miste vengono esaminati scrupolosamente dalle autorità per evitare matrimoni di convenienza.

Da sempre il matrimonio ideale è stato di tipo tribale: le famiglie combinavano le unioni tra i membri delle nuove generazioni così erano molto frequenti matrimoni tra cugini o persone unite da altri vincoli di parentela. Questo serviva ad aumentare la forza e l'importanza della tribù. In altri casi i matrimonio avvenivano tra membri di famiglie diverse, il che sanciva una sorta di alleanza tra i due clan. In entrambi i casi l'unione era considerata particolarmente sicura poiché si conoscevano i trascorsi del partner del proprio figlio e della sua famiglia.

Come succede in alcuni paesi latini o del mediterraneo, le giovani coppie si conoscono sotto lo sguardo vigile di un chaperon. Tuttavia, nei paesi più conservatori, al promesso sposo non è permesso vedere alcuna parte del corpo della sua compagna (compreso il volto) prima che si celebrino le nozze. L'unica fonte d'informazione riguardo l'aspetto fisico della sua partner sono amici o parenti.

I matrimoni arabi si costruiscono in tre fasi principali. Per prima cosa, il potenziale sposo parla con il padre della sposa a proposito della dote, che può consistere in gioielli, oro o vestiti, e che di solito ha un grosso valore. Una volta raggiunto un accordo a riguardo, arriva il momento di redigere il contratto matrimoniale vero e proprio. In questa fase le due parti vengono di solito assistite da un rappresentante legale o religioso. Alla futura moglie viene chiesto, in assenza del promesso sposo, se è consenziente e la stessa domanda viene posta all'uomo. Dopo aver sancito questa sorta di accordo, il futuro suocero prende le mani dello sposo tra le sue in presenza di due testimoni, in questa maniera l'unione viene resa ufficiale. Tuttavia, in questa fase non si può parlare ancora di “marito” e “moglie”, la coppia diventa ufficialmente sposata solo dopo la festa. I festeggiamenti prevedono che l'uomo e la donna stiano in due stanze diverse e poi, durante l'ultima notte di celebrazioni, i due finalmente s'incontrano, accompagnati dai rispettivi amici e parenti, prima di partire per la luna di miele. Al loro ritorno si stabiliscono, o presso la casa del padre dello sposo, entrando a far parte della sua famiglia allargata, o (come succede sempre più di frequente) vanno va vivere per conto loro.

La legge mussulmana (Sharia) prevede che l'uomo possa avere fino a quattro mogli a patto che sia in grado di mantenerle e che le tratti con equità. Oggigiorno la poligamia sta cadendo in disuso, non solo perché sempre meno uomini sono in grado di permetterselo, ma anche perché le donne stanno diventando sempre più indipendenti e e di conseguenza restie a condividere il proprio uomo con altre. Infatti, è oggi possibile inserire una clausola nel contratto matrimoniale che vieta all'uomo di sposare altre donne finché il contratto rimane valido. Inoltre le donne hanno la possibilità di mantenere il proprio cognome anche dopo il matrimonio. Nonostante nelle società arabe i ruoli di uomini e donne siano sempre stati molo chiaramente definiti, con l'uomo che provvedeva al mantenimento della famiglia e la donna che si occupava dei figli, sono sempre più numerosi i nuclei familiari in cui entrambi i coniugi lavorano. Solo in paesi come l'Arabia Saudita, dove alle donne è permesso di lavorare in pochi settori selezionati e considerati consoni (insegnamento o infermeria), questa tendenza è meno forte. Inoltre, in questo paese, molti uomini sono piuttosto restii a sposare donne medico che sono entrate in contatto con altri corpi maschili.

L'uomo può divorziare da sua moglie semplicemente pronunciando la frase “Voglio il divorzio” tre volte. Ha la possibilità di rescindere il divorzio se le affermazioni sono state fatte in un momento di rabbia, ma solo se la moglie è d'accordo (e solo per tre volte!). Dall'altra parte, anche se la moglie ha delle ottime ragioni per chiedere la separazione ufficiale dal coniuge (infedeltà , abusi o violenze) deve presentarsi presso un tribunale per far valere le sue ragioni. In caso di divorzio, il marito è obbligato a pagare gli alimenti per il mantenimento dei figli e della moglie, se non è in grado di farlo da sola e può richiedere la custodia dei figli se questi hanno raggiunto il decimo anno di età. Una donna divorziata di solito ritorna alla sua casa natale.

Mentre alle donne non è consentito sposare un non mussulmano ameno che non si converta all'Islam, agli uomini sì. Tuttavia non di rado vengono fatte pressioni sulle spose non mussulmane affinché si convertano escono altrettanto comuni i casi di donne che hanno sposato un arabo per poi scoprire solo in un secondo momento che la cultura e lo stile di vita arabi non facevano al caso loro. Importante: in questi casi, se la coppia si separa i figli vengono di solito affidati al padre.

Le coppie formate da due stranieri, hanno la possibilità di contrarre matrimonio nel Golfo, a patto che soddisfino i requisiti religiosi e civili del proprio paese d'origine. Di solito le cerimonie nuziali si tengono presso il consolato o l'ambasciata del paese d'origine. A volte è anche possibile celebrare matrimoni religiosi ma solo in quei paesi in cui sono presenti chiese o altri luoghi di preghiera non mussulmani. Questo, per esempio, non è il caso dell'Arabia Saudita. I casi di coppie miste vengono esaminati scrupolosamente dalle autorità per evitare matrimoni di convenienza.

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