Consulenza legale

Il sistema legale islamico

In generale, gli stati del Golfo sono società patriarcali, capeggiate e amministrate da un'oligarchia di famiglie che si preoccupano esclusivamente di mantenere lo status quo nel corso del processo di democratizzazione del paese ( anche se in molti casi si segue l'antico motto “se non l'ho rotto non lo ripago”).

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Il sistema legale islamico, chiamato Sharia (o Shari’a orShariah), è il risultato della fusione di diverse fonti: il sacro Corano ( Qu’ran), il Sunnah, l'Ijma e il Qiyas. Il sacro Corano, essendo la parola di Dio (Allah), rappresenta la fonte principale. Il Sunnah comprende le gesta e gli insegnamenti del Profeta, accettati dal mondo islamico (Ummah). L'Ijma è un insieme di norme stabilite da un gruppo di studiosi religiosi che disciplina temi non trattati né nel Corano né nel Sunnah. In casi controversi, in cui le fonti disponibili non forniscono indicazioni chiare per la risoluzione di determinati problemi, si fa riferimento al Qiyas “Considerazione analoga” come fonte parallela alle tre precedentemente citate.

Secondo il Sharia, come succede in molti altri sistemi legali, viene applicato il principio della “presunzione d'innocenza”(una persona viene considerata innocente fino a quando non ne viene dimostrata la colpevolezza). L'accusatore e l'accusato sono uguali agli occhi della legge e spetta al primo fornire le prove della colpevolezza del secondo. Per farlo è necessario disporre di due o quattro testimoni oculari, a seconda della gravità del caso. Se la parte lesa dispone dei testimoni può insistere affinché l'accusato faccia una dichiarazione sotto giuramento e se questi si rifiuta di farlo viene giudicato colpevole. Giurare il falso è infatti un peccato capitale e coloro che lo fanno sono destinati a bruciare all'inferno per l'eternità. Non si tratta dello stesso tipo di giuramento che fanno cristiani ed ebrei ma il valore è lo stesso. I processi sono presieduti da un giudice ( qadi), il quale può porre domande ad entrambe le parti se lo ritiene necessario. Non ci sono giurie presenti in aula e spesso nemmeno avvocati. Esiste la possibilità di ricorrere in appello ma solo in casi di una certa importanza.

Secondo un'antica legge, è possibile avere un risarcimento in denaro per i torti subiti (diya). La famiglia di una persona ferita o assassinata può quindi richiedere un indennizzo alle autorità competenti. L'ammontare del risarcimento varia da paese a paese (probabilmente gli stati in cui vengono calcolati con più obiettività sono Kuwait, Arabia saudita e negli EAU) e a seconda dell'efferatezza del delitto o della gravità delle conseguenze dell'atto criminale. Il risarcimento per l'uccisione del padre di 12 creature sarà più consistente di quello di un uomo con un solo figlio; la vita di un mussulmano viene sicuramente considerata più preziosa di quella di una persona che professa un'altra fede. In Arabia Saudita, per esempio, il valore della vita di un mussulmano viene stimato intorno ai 10.000 SR (circa 24.000 dollari), mentre quella di un cristiano vale praticamente la metà. Se il fatto si verifica durante il Ramadan il risarcimento viene praticamente duplicato.

I reati puniti a norma di legge secondo l'ordinamento islamico sono: omicidio, l'apostasia (abbandono formale della propria religione), adulterio, fornicazione, omosessualità e furto. La legge viene interpretata in maniera differente e le pene variano a seconda del paese. Tra i reati considerati minori troviamo: indebitamento, usura, abuso di droghe o di alcolici e utilizzo di materiale pornografico.

In quanto immigrato, sarai ovviamente soggetto al diritto del paese in cui risiedi. Se vieni sospettato di qualche reato verrai arrestato, trasportato in un commissariato, interrogato e ti verranno fornite le indicazioni necessarie per rilasciare una dichiarazione. Arrivato a questo punto probabilmente ti verrà negata la possibilità di avere contatti con l'esterno il che significa che non potrai richiedere assistenza legale o contattare il consolato. Se la gravità del reato di cui sei accusato è tale da giustificare una detenzione preventiva, dovrai armarti di pazienza poiché potrebbe passare un certo lasso di tempo prima che il tuo caso venga portato in tribunale. Potrai avvalerti di un legale ma l'unica lingua consentita durante i procedimenti legali è l'arabo. Le tue dichiarazioni saranno tradotte verso l'arabo, quindi è importante richiedere che vengano controllate da una persona inviata dal tuo consolato prima di sottoscriverle, per evitare errori di traduzione. Se questo non è possibile, puoi rifiutarti di firmare oppure farlo specificando in una una postilla di non comprendere il documento nei particolari.

In tribunale, saranno presenti un interprete giurato e un funzionario della tua ambasciata o consolato, anche se quest'ultimo presenzierà solo in qualità di osservatore. Se vieni giudicato colpevole il giudice ti chiederà di fornire uno scritto in cui accetti la sentenza, a meno che tu non voglia ricorrere in appello. Gli appelli vengono gestiti da tribunali superiori e, a seconda dell'importanza del processo si possono protrarre più o meno nel tempo. In questi casi alcune conoscenze nel mondo della politica possono aiutare a velocizzare le procedure, ma dipende molto dall'influenza che i diplomatici del tuo paese esercitano in questa regione (di solito non è molta). Avere dei contatti tra le autorità locali può essere un grande vantaggio, ma anche questa non è una situazione che si verifica spesso. Gli abitanti del luogo hanno dalla loro la possibilità di presentare un'istanza per richiedere assistenza o aiuto ai propri governanti. In casi non particolarmente gravi, il tuo sponsor può intervenire in tuo favore e probabilmente lo farà se ti considera un elemento insostituibile e se questo non recherà danno alla sua immagine.

Nel caso in cui tu abbia la sfortuna di essere condannato in via definitiva, ricorda che in queste zone il carcere viene considerato un castigo più che una riabilitazione. Se vieni giudicato colpevole di un reato grave, verrai probabilmente sbattuto in una cella sovraffollata e soffocante e riceverai un trattamento molto duro, potresti persino dover assistere al flagello di altri detenuti.

Ricorda che misconoscere la le norme locali non è una scusa e non vengono fatti sconti di nessun tipo agli stranieri, quindi conviene adattarsi in fretta all'ordinamento del paese in cui ci si trova.

Gli immigrati non mussulmani spesso considerano (e con ragione!) la legge del Sharia troppo severa e intransigente rispetto agli ordinamenti occidentali a cui sono abituati. In ogni caso, gli stranieri sono visti come anelli della catena produttiva perfettamente sostituibili, quindi se si macchiano di qualche crimine vengono immediatamente rimpatriati dopo aver scontato la loro pena.

Come in altri stati del Golfo, il sistema legale di Dubai è il risultato della fusione della legge civile e penale del Shria, e la legge viene applicata dalla magistratura federale che comprende una corte di prima istanza e delle corti supreme. Il Concilio Supremo degli Emirati Arabi Uniti, il più importante organo dell'unione, nomina i cinque rappresentanti della Corte Suprema Federale che si occupano di questioni legali riguardanti la legge costituzionale e delibera nei casi di controversie tra uno qualsiasi degli emirati e la Federazione. Generalmente si fa riferimento alle leggi locali per risolvere controversie interne a ciascun stato.

Il sistema legale islamico, chiamato Sharia (o Shari’a orShariah), è il risultato della fusione di diverse fonti: il sacro Corano ( Qu’ran), il Sunnah, l'Ijma e il Qiyas. Il sacro Corano, essendo la parola di Dio (Allah), rappresenta la fonte principale. Il Sunnah comprende le gesta e gli insegnamenti del Profeta, accettati dal mondo islamico (Ummah). L'Ijma è un insieme di norme stabilite da un gruppo di studiosi religiosi che disciplina temi non trattati né nel Corano né nel Sunnah. In casi controversi, in cui le fonti disponibili non forniscono indicazioni chiare per la risoluzione di determinati problemi, si fa riferimento al Qiyas “Considerazione analoga” come fonte parallela alle tre precedentemente citate.

Secondo il Sharia, come succede in molti altri sistemi legali, viene applicato il principio della “presunzione d'innocenza”(una persona viene considerata innocente fino a quando non ne viene dimostrata la colpevolezza). L'accusatore e l'accusato sono uguali agli occhi della legge e spetta al primo fornire le prove della colpevolezza del secondo. Per farlo è necessario disporre di due o quattro testimoni oculari, a seconda della gravità del caso. Se la parte lesa dispone dei testimoni può insistere affinché l'accusato faccia una dichiarazione sotto giuramento e se questi si rifiuta di farlo viene giudicato colpevole. Giurare il falso è infatti un peccato capitale e coloro che lo fanno sono destinati a bruciare all'inferno per l'eternità. Non si tratta dello stesso tipo di giuramento che fanno cristiani ed ebrei ma il valore è lo stesso. I processi sono presieduti da un giudice ( qadi), il quale può porre domande ad entrambe le parti se lo ritiene necessario. Non ci sono giurie presenti in aula e spesso nemmeno avvocati. Esiste la possibilità di ricorrere in appello ma solo in casi di una certa importanza.

Secondo un'antica legge, è possibile avere un risarcimento in denaro per i torti subiti (diya). La famiglia di una persona ferita o assassinata può quindi richiedere un indennizzo alle autorità competenti. L'ammontare del risarcimento varia da paese a paese (probabilmente gli stati in cui vengono calcolati con più obiettività sono Kuwait, Arabia saudita e negli EAU) e a seconda dell'efferatezza del delitto o della gravità delle conseguenze dell'atto criminale. Il risarcimento per l'uccisione del padre di 12 creature sarà più consistente di quello di un uomo con un solo figlio; la vita di un mussulmano viene sicuramente considerata più preziosa di quella di una persona che professa un'altra fede. In Arabia Saudita, per esempio, il valore della vita di un mussulmano viene stimato intorno ai 10.000 SR (circa 24.000 dollari), mentre quella di un cristiano vale praticamente la metà. Se il fatto si verifica durante il Ramadan il risarcimento viene praticamente duplicato.

I reati puniti a norma di legge secondo l'ordinamento islamico sono: omicidio, l'apostasia (abbandono formale della propria religione), adulterio, fornicazione, omosessualità e furto. La legge viene interpretata in maniera differente e le pene variano a seconda del paese. Tra i reati considerati minori troviamo: indebitamento, usura, abuso di droghe o di alcolici e utilizzo di materiale pornografico.

In quanto immigrato, sarai ovviamente soggetto al diritto del paese in cui risiedi. Se vieni sospettato di qualche reato verrai arrestato, trasportato in un commissariato, interrogato e ti verranno fornite le indicazioni necessarie per rilasciare una dichiarazione. Arrivato a questo punto probabilmente ti verrà negata la possibilità di avere contatti con l'esterno il che significa che non potrai richiedere assistenza legale o contattare il consolato. Se la gravità del reato di cui sei accusato è tale da giustificare una detenzione preventiva, dovrai armarti di pazienza poiché potrebbe passare un certo lasso di tempo prima che il tuo caso venga portato in tribunale. Potrai avvalerti di un legale ma l'unica lingua consentita durante i procedimenti legali è l'arabo. Le tue dichiarazioni saranno tradotte verso l'arabo, quindi è importante richiedere che vengano controllate da una persona inviata dal tuo consolato prima di sottoscriverle, per evitare errori di traduzione. Se questo non è possibile, puoi rifiutarti di firmare oppure farlo specificando in una una postilla di non comprendere il documento nei particolari.

In tribunale, saranno presenti un interprete giurato e un funzionario della tua ambasciata o consolato, anche se quest'ultimo presenzierà solo in qualità di osservatore. Se vieni giudicato colpevole il giudice ti chiederà di fornire uno scritto in cui accetti la sentenza, a meno che tu non voglia ricorrere in appello. Gli appelli vengono gestiti da tribunali superiori e, a seconda dell'importanza del processo si possono protrarre più o meno nel tempo. In questi casi alcune conoscenze nel mondo della politica possono aiutare a velocizzare le procedure, ma dipende molto dall'influenza che i diplomatici del tuo paese esercitano in questa regione (di solito non è molta). Avere dei contatti tra le autorità locali può essere un grande vantaggio, ma anche questa non è una situazione che si verifica spesso. Gli abitanti del luogo hanno dalla loro la possibilità di presentare un'istanza per richiedere assistenza o aiuto ai propri governanti. In casi non particolarmente gravi, il tuo sponsor può intervenire in tuo favore e probabilmente lo farà se ti considera un elemento insostituibile e se questo non recherà danno alla sua immagine.

Nel caso in cui tu abbia la sfortuna di essere condannato in via definitiva, ricorda che in queste zone il carcere viene considerato un castigo più che una riabilitazione. Se vieni giudicato colpevole di un reato grave, verrai probabilmente sbattuto in una cella sovraffollata e soffocante e riceverai un trattamento molto duro, potresti persino dover assistere al flagello di altri detenuti.

Ricorda che misconoscere la le norme locali non è una scusa e non vengono fatti sconti di nessun tipo agli stranieri, quindi conviene adattarsi in fretta all'ordinamento del paese in cui ci si trova.

Gli immigrati non mussulmani spesso considerano (e con ragione!) la legge del Sharia troppo severa e intransigente rispetto agli ordinamenti occidentali a cui sono abituati. In ogni caso, gli stranieri sono visti come anelli della catena produttiva perfettamente sostituibili, quindi se si macchiano di qualche crimine vengono immediatamente rimpatriati dopo aver scontato la loro pena.

Come in altri stati del Golfo, il sistema legale di Dubai è il risultato della fusione della legge civile e penale del Shria, e la legge viene applicata dalla magistratura federale che comprende una corte di prima istanza e delle corti supreme. Il Concilio Supremo degli Emirati Arabi Uniti, il più importante organo dell'unione, nomina i cinque rappresentanti della Corte Suprema Federale che si occupano di questioni legali riguardanti la legge costituzionale e delibera nei casi di controversie tra uno qualsiasi degli emirati e la Federazione. Generalmente si fa riferimento alle leggi locali per risolvere controversie interne a ciascun stato.

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